Martino Filetico

Martino Filetico nasce nel 1430 da una famiglia agiata. Non si conosce il cognome preciso e si pensa che “Filetico” possa rappresentare una latinizzazione della località di nascita. Studia prima a Filettino e poi a Ferentino presso uno zio canonico in una scuola di retorica patrocinata dalla famiglia Colonna. Si trasferisce quindi a Roma per completare i propri studi.

È allievo di Guarino Guarini (detto anche Guarino Veronese o da Verona per le chiare origini) pioniere nell’insegnamento del greco e dei classici latini.

Nel 1453 Martino si sposta ad Urbino ove rimane fino al 1455 come precettore di Boconte da Montefeltro e di Berardino degli Ubaldini. Tre anni dopo, nel 1458, è richiesto a Pesaro come precettore di Battista e Costanzo Sforza, i figli di Alessandro. Nel 1461, Martino partecipa al viaggio in Sabina di Battista ove ha la possibilità di incontrare il Papa Pio II e di presentarle la sua colta allieva.

Negli anni 1462-63 scrive quella che rimane la sua opera più famosa, ovvero le “Iocundissimae Disputationes”, opera in latino in forma di dialogo con i suoi allievi Battista e Costanzo Sforza in ricordo degli anni di insegnamento a Pesaro.

Nel 1467 approda a Roma sotto la protezione della famiglia Colonna ed ottiene la cattedra di lingua greca all’Università “Studium Urbis”; viene anche insignito del titolo di poeta laureato dall'imperatore Federico III. Molto apprezzati sono i corsi che tiene in quegli anni su Persio e Giovenale. Diventa insegnante di Latino di Giovanni Colonna nel 1471, e due anni dopo ottiene anche la cattedra di Latino nella stessa università Studium Urbis.

Nel 1483, a causa della situazione politica non più favorevole alla famiglia Colonna cui era legato, decide di ritirarsi a Ferentino ove muore intorno al 1490.