Omelia di Mons. Lorenzo Loppa per il 70° di sacerdozio don Alessandro

Proponiamo con grande piacere la trascrizione dell'Omelia che S.E. Mons. Lorenzo Loppa ha tenuto a Filettino lo scorso 12 Luglio. Ringraziamo in questa sede la Segreteria episcopale per averla condivisa con noi.

O M E L I A

Letture: Ger 1,4-9
2 Cor 5,14-20
Lc 10,1-9

Per rimarcare l’inaffidabilità di alcune persone e il senso di precarietà che di conseguenza scaturisce all’interno dei rapporti umani un detto popolare afferma che “spesso una parola dura tra Natale e S. Stefano”.
Caro don Alessandro, una parola invece – come la Tua – che dura 70 anni, è una parola bella, straordinaria, degna di stima e di ammirazione, vicina sicuramente alla Parola-promessa di Dio. Il primo grazie va al Signore, che opera cose grandi con coloro che – come Maria Santissima – si rendono disponibili al Suo progetto! Ma un grazie ammirato va subito anche a Te, per la Tua bella testimonianza, per il servizio diuturno a Dio e al Suo popolo, per questa avventura, durata già settant’anni, in cui hai assaporato momenti di Tabor, ma in cui hai anche incontrato la Croce, Tua e degli altri. Sei stato un Cireneo particolare, secondo una bella espressione di Don Tonino Bello, un cireneo dei dolori, ma anche della gioia degli uomini.
Caro don Alessandro, è commovente quello che stiamo celebrando, perché è commovente e sorprendente l’amore di Dio nei nostri riguardi. Più noi siamo testardi nei nostri errori e nelle nostre lontananze, più Lui è “testardo” nel correrci dietro e a non rassegnarsi mai alla lontananza.
Le letture scelte per questa celebrazione ci offrono il contesto più appropriato per dare spessore ai nostri sentimenti, ma soprattutto per formularti gli auguri. Il quadro nel quale dobbiamo collocare ogni discorso di fede è il nostro viaggio verso la Terra Promessa, custodito dall’Alleanza e dal Progetto di Dio su di noi. In questo cammino, tutti gli uomini – lo sappiano o no – condividono l’aspirazione ad essere “un solo corpo” e, soprattutto, a vincere la morte: “Se uno è in Cristo – abbiamo ascoltando dalla II^ lettura – è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco ne sono nate di nuove” (2 Cor 5,17). Ha aggiunto poi il Vangelo: “In qualunque casa entriate, prima dite: <<Pace a questa casa!>>” (Lc 10,5).
Nei settant’anni del Tuo ministero, don Alessandro, all’interno del grande progetto del Regno, chissà quante volte hai aiutato il Signore ad entrare nelle case degli uomini per il dono della pace! Un vecchio film francese di Jean Delannoy aveva come titolo “Dio ha bisogno degli uomini”.
Sicuramente è vero: Dio, “maestro dell’impossibile”, rimane povero e senza risorse, se gli manca il sì dell’uomo. Dio ha voluto aver bisogno degli uomini, ma, soprattutto, ha bisogno di gente che curvi la schiena e che non si prenda mai troppo sul serio. Tutti i cristiani sono “strumenti” di Cristo; ma il ministro ordinato lo è in maniera unica come “sacramento” della Sua mediazione sacerdotale. Il sacramento dell’Ordine pone al centro della comunità cristiana un “ministro”, cioè un servo, per annunciare a tutti che la felicità vera non passa attraverso l’auto-realizzazione e il successo personale, ma attraverso il servizio, la riduzione delle proprie pretese e la consegna personale a Dio e ai fratelli. La Chiesa, mettendo un “ministro” al centro della comunità, dice e ridice che la logica di Gesù Cristo – servire, non essere servito – è una logica vincente anche dal punto di vista della promozione umana!
Caro don Alessandro, per 70 anni sei stato una parola discreta ed eloquente del Signore per tutti; una parola di vicinanza, prossimità, compagnia fraterna che s’è fatta creatrice e ricercatrice di vita. Stupore e riconoscenza, Tuoi e di noi tutti, sono il minimo che possiamo garantire in questo momento! Le letture, inoltre, ci presentano una bella costellazione di suggestioni sulla Tua vocazione, consacrazione e missione!
Il Tuo ministero è iniziato nel 1942, in un momento non molto bello nella vita del nostro Paese, in tempi sicuramente più difficili di quelli che stiamo vivendo oggi. Hai servito il Signore e la Chiesa sempre a Filettino: prima del 1949 e dopo, da quando sei stato nominato parroco ufficialmente (quindi, sono già 63 anni).
Compagno e protagonista invisibile della Tua missione è stato il Signore Gesù: “Voi siete miei amici … Non vi chiamo più servi … vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga …” (Gv 15,14-16).
Caro don Alessandro, sei stato strumento della Parola di Gesù Cristo, della Sua Grazia con i Sacramenti, del Suo Amore che guida gli uomini sulle strade del Regno. Hai potuto toccare con mano come Dio ami gli uomini; conoscere l’amore umile e nascosto di tante persone: i buoni sono molti di più di ciò che appare, perché il bene non fa rumore; hai incontrato la Croce, Tua e degli altri; hai dovuto educare alla pazienza della speranza, alla fiducia, alla conversione, alla riconciliazione. Quante Messe avrai celebrato? E quante Confessioni? Lasciamo perdere i numeri: solo Dio sa! Conosci a memoria la vita di tanta gente. Devi prendere atto, comunque, che hai dovuto provare anche qualche rifiuto. La libertà è un dono straordinario: ma anche davanti ad uno strumento di Cristo più che accettabile può negarsi! Sono sicuro che buoni compagni di viaggio in questi 70 anni Ti sono stati la Tua umanità, il Tuo sorriso, la Tua arguzia, con il dono di ricavare, anche nelle situazioni più problematiche, il risvolto positivo.
Grazie ancora al Signore e grazie a Te!
Grazie per il Tuo lungo e continuo “sì”! Non esiste momento più alto di rassomiglianza con Dio della fedeltà nell’amore!
L’augurio finale è che Tu riesca, con l’aiuto di Dio, a mantenere sempre giovane la Tua speranza, cosicchè possa sempre aiutare gli altri a svegliare la loro ogni mattino, metterla in piedi e farla camminare sulle strade della vita! Ci auguriamo che Tu, come tutti noi, possa sempre toccare con mano ogni giorno il lavoro di Dio che sa condurre anche le notti più buie all’alba della Pasqua!

+ Lorenzo Loppa