Omelia Card. Piovanelli a conclusione Peregrinatio corpo San Bernardino

SANTA MESSA SOLENNE IN OCCASIONE DELLA PARTENZA 
DA FILETTINO DEL CORPO DI SAN BERNARDINO DA SIENA 

15 AGOSTO 2010 - Assunzione al Cielo della Beata Vergine Maria 

Omelia di S. Em.za il Sig. Cardinale Silvano PIOVANELLI
Arcivescovo Metropolita Emerito di Firenze


 

Non potevo dire di no all’invito gentilissimo del vostro benemerito Arciprete, Mons. Alessandro De Sanctis, non solo per l’evento unico della presenza a Filettino del venerato Corpo del vostro amatissimo Protettore San Bernardino da Siena, ma anche per la venerazione che sono per il vostro Mons. Alessandro De Sanctis, prete da 68 anni e Parroco di Filettino da 62 anni. Io dico che è un caso unico, non solo nella vostra Diocesi di Anagni-Alatri, ma in tutto il Lazio, nella mia Toscana e in tutta Italia! Questi esempi di dedizione e di fedeltà alla gente fanno bene alla Chiesa, illuminano la figura di tanti sacerdoti che spendono la vita per le comunità loro affidate, sono preziosa indicazione per il futuro della nostra pastorale ed io intendo sottolinearlo esprimendo pubblicamente al vostro Arciprete stima sincera, profonda gratitudine ed affetto.
Non potevo dire no, anche perché il vostro Parroco mi ha scritto che si tratta di un evento unico, l’evento storico più importante in assoluto di questi ultimi anni: San Bernardino da Siena, morto a L’Aquila nel 1444 e canonizzato sei anni dopo, è vostro protettore dal lontano 1486, ma oggi per la prima volta e per un tempo così lungo voi potete qui venerarne il Corpo ed offrire a tanti fedeli anche di altre parrocchie e altre Diocesi di pregare dinanzi a così preziosa Reliquia. Tanto più che il Corpo di San Bernardino non è a Filettino a causa del rovinoso terremoto che ha funestato L’Aquila e l’Abruzzo. Possiamo, semmai, dire che il terremoto ha aperto una vena di particolare tenerezza e partecipazione a questo evento e lo vogliamo esprimere al Rettore della basilica di L’Aquila, Padre Quirino Salomone che ha accompagnato il Corpo del santo ed ha egregiamente aiutato tutti a coglierne il messaggio; evento che Filettino col suo Parroco e il Consiglio Pastorale animato dal suo solerte segretario Paolo Ottaviani, stavano preparando da cinque anni. IL sogno lungamente accarezzato si è realizzato con la gioia, anzi l’entusiasmo di tutti ed oggi trova il suo compimento con la vostra commossa partecipazione e la vostra fervida preghiera.
Oggi, che la festa solenne dell’Assunzione al cielo in corpo e anima della Immacolata Vergine Maria. Se è vero che il Magnificat, che noi abbiamo udito proclamare nel Vangelo, è il canto di gioia della Chiesa che è in cammino nel tempo, tanto più il Magnificat risuona nella sua pienezza in Paradiso e possiamo ben affermare la festa di Maria Assunta qui in terra è appena immagine sbiadita della festa stupenda che in cielo fanno, attorno a Maria, gli Angeli e i Santi. Infatti se Cristo è risorto dai morti primizia di coloro che sono morti, Maria è la prima a seguirlo ed è così il prototipo di ogni uomo, la creatura che è già quello che noi tutti saremo. Maria, che nel suo essere e nel suo esistere appartiene interamente a Dio, è la prima creatura in cui si realizza pienamente quel disegno di salvezza che splende in Cristo. Non per nulla i nostri antenati usavano chiamare la festa dell’Assunta la Pasqua dell’estate.
E San Bernardino da Siena non è sicuramente all’ultimo posto nel canto del Magnificat celeste. La sua vita infatti era segnata in modo particolare dalla devozione a Maria: il giorno 8 settembre, Natività di Maria santissima, è il giorno della sua nascita, della sua vestizione, della professione religiosa, della prima Messa. Ai suoi concittadini di Siena diceva più o meno così: “La città è chiamata città della Vergine Maria. E voi dovete avere verso di Lei una grandissima riverenza. Non basta che questa devozione sia scritta sulle vostre monete. E’ necessario che Maria sia scritta nella vostra vita”.
Qualcuno ha detto: Mai vista tanta gente a Filettino! Ed è stato scritto che tanti fedeli sono venuti a chiedere un segno che manifesti celeste protezione di San Bernardino. Gente che dice di aver subito fatture e malefici, gente che ha malati di tumore in casa, persone con parenti portatori di handicap, figli attanagliati dal problema della droga e tante altre disgrazie.
Certamente, fate bene a manifestare la vostra devozione chiedendo la sua intercessione per essere liberati dai mali che affliggono in tanti modi la vostra vita. Anche oggi, chiedete pure, ma chiedete con fede. Se noi domandassimo a Gesù come mai non sono esaudite tante nostre richieste, forse Lui risponderebbe come un giorno rispose ad una simile domanda da parte degli apostoli: “ Come mai non siete riusciti ad ottenere? Per la vostra poca fede”.
San Bernardino, con la sua parola colorita, arguta, fresca ed appassionata, ci dà tre avvertimenti che aiutano la nostra fede e ci rendono capaci di ricevere e riconoscere i doni di Dio.
Il primo avvertimento San Bernardino ce la dà mostrandoci quella tavola che si portava sempre dietro quando predicava e che recava dipinto il monogramma di Cristo: un sole raggiante e tre lettere sormontate da una croce; J H S, “ Jesus Hominum Salvator” Gesù Salvatore degli Uomini. Bernardino lo metteva dinanzi agli occhi dei suoi ascoltatori, perché quel nome si imprimesse più profondamente nei loro cuori. Quel monogramma è ancora sul molte case e palazzi anche pubblici. A Firenze, è sul frontone di Palazzo Vecchio che è il palazzo del Comune.
San Bernardino ti domanda: questo Nome, il Nome di Gesù, c’è nella tua famiglia? C’è nel tuo cuore? Si racconta che alla morte dell’evangelista Matteo, gli apersero il cuore e vi trovarono scritto a lettere d’oro il Nome di Gesù.
Se si aprisse il tuo cuore cosa si troverebbe scritto? Il nome di Gesù, il tuo amore per Lui, la richiesta di una fede più grande? Oppure la tua superficialità, il tuo orgoglio, la tua disonestà, il tuo interesse egoistico, la tua lascivia? Perché il cuore porti il sigillo di Cristo, occorre decisione, coraggio, perseveranza.
San Bernardino può aiutarci, lui che sfidò Filippo Maria Visconti principe di Milano che tentava di comprarne il silenzio con cinquanta ducati. Il nostro Santo diceva: “ Mi fa paura quanto una mosca!”Lo diceva mercoledì scorso il Papa, riferendosi ai martiri celebrati in questi giorni: Edith Stein, Massimiliano Kolbe, i 108 martiri polacchi della persecuzione nazista contro la chiesa polacca. “ Il martire è una persona sommamente libera, libera nei confronti del potere, del mondo”. Crescesse davvero questa libertà e questa interiore prontezza in tutti, soprattutto in quanti hanno responsabilità pubbliche e debbono avere a cuore il bene comune e non il proprio personale interesse.
Dunque, il monogramma di Cristo inciso nel proprio cuore.
Il secondo avvertimento che San Bernardino ci offre, è la carità, verso tutti, specialmente verso i poveri. Diceva: “O tu, che hai tanti spogli (vesti, panni) che non ne ha la cipolla, ricuopri la carne del povero, quando tu lo vedi così stracciato e ignudo, la sua carne e la tua è una medesima carne”.
E se qualcuno gli opponeva di aver poca roba, rispondeva: “ Iddio non vuole che tu ti scortichi. Dice: - Vuoi tu dare l’elemosina? Or dalla. Non puoi dare un pane. Or dànne un poco. Non puoi dare del vino? Or dà dell’acquerello, dà dell’acetello annacquato”.
Come se dicesse: importante è dare, anche poco, ma dare: non rimanere con la mano e il cuore chiusi. Del resto sappiamo bene che quando Gesù nel deserto si trovò intorno migliaia di persone affamate, domandò agli apostoli: Quanti pani avete? Risposero: Cinque pani e due pesci, ma che cos’è questo per tanta gente? Ma Gesù rispose: Portatemi qua! I miracoli li fa il Signore, ma ti domanda di dare il tuo piccolo contributo. Ognuno di noi ha i suoi cinque pani: perfino chi ha le tasche vuote, ha nella sua persona la capacità di sorridere, di non giudicare e di dare un sorriso, una parola d’incoraggiamento, un grammo della sua comprensione e della sua amicizia.
Dunque la carità concreta verso i fratelli.
Il terzo avvertimento riguarda la pace. Pace fra persona e persona, pace fra famiglia e famiglia, pace fra città e città. “Or dimme – gridava dal pulpito posto in Piazza del Campo a Siena – che cosa è parte? Sai che è? E’ la divisione: questi da questi. Qui vedi già che divide l’uno dall’altro. Or dimmi: che cos’è la carità? E unire l’uno con l’altro.
Predicava la concordia, maledicendo le divisioni dei partiti e specialmente quella tra Guelfi e Ghibellini. “Tutte queste cose - diceva – son peccato mortale: e questo tale guelfo e ghibellino è stato trovato dal diavolo per la perdizione delle anime vostre”.
Cosa direbbe oggi San Bernardino guardando il quadro sociale e politico italiano? La parola “partito” vuol certamente significare “parte”, distinzione, gruppo che ha il suo programma politico, parte che insieme lavora con una impostazione per il bene comune. Nel nostro sistema democratico il partito diventa un modo concreto perché alcuni si mettano insieme per lavorare al bene non di una parte, ma di tutti. Ma partito, per molti, oggi , significa guerra ad oltranza, condanna delle persone, tentativo di distruggere l’avversario, diffusione di sospetti e calunnie, polemica ad ogni costo, delegittimazione di tutti e di tutto pur di far trionfare la mia parte. Questa è la strada per distruggere la comunità e imbarbarire la società. Questo è trasmettere ai giovani un patrimonio di odio, di inimicizie, di non rispetto delle persone che mette una grave, pericolosa ipoteca sul nostro futuro.
San Bernardino, anche da morto, nel 1450, quindi 6 anni dopo la morte, continuò la sua opera di pacificazione. Il suo corpo dentro la bara versò sangue come da una fonte. E il flusso sanguigno non si fermò sinchè i cittadini di L’Aquila non tornarono fratelli, decretando poi il costituire sulla tomba del Santo, per gratitudine e devozione, una delle loro chiese più belle della loro alta e fiera città.
Vuoi, dunque, ricevere i doni di Dio? San Bernardino, prima di partire da questa parrocchia che da secoli lo venera suo patrono e modello di vita, dice a ciascuno: vivi in pace con tutti, riconoscendo in ogni persona un tuo fratello o, più profondamente nella fede, la presenza stessa del Signore Gesù; metti in pratica la carità, cercando per quanto puoi di aiutare gli altri, a cominciare da quelli che ti sono vicini; porta il nome dolcissimo di Gesù inciso così profondamente nel tuo cuore che anche nella concretezza e nella quotidianità della tua esistenza si manifesti la fedeltà alla Sua Parola e al Suo amore.
Maria è la prima creatura in cui si realizza pienamente quel disegno di salvezza che splende nel Cristo, aveva ragione il vostro San Bernardino a proclamare con viso gioioso: “ la mia amata è la più bella”, ci è stata consegnata come madre da Gesù morente sulla croce. Anche per l’intercessione di San Bernardino, suo grandissimo devoto, Maria ci prenda per mano e ci conduca ad un impegno più personale e continuo, affinché l’amore di Gesù Cristo nostro Salvatore splenda nel concreto della nostra vita.
Ripetiamo le parole suggerite dal Vescovo di questa santa chiesa che è in Anagni – Alatri:
“O Madre Immacolata, ci affidiamo alla tua materna bontà. Deponiamo tra le tue mani le gioie e le sofferenze, i desideri e le speranze, le croci di ogni giorno”.
E tu, San Bernardino, sfollato dalla tua chiesa, e per questo più largamente accolto nel nostro cuore, presenta a Maria, Vergine Immacolata, incoronata Regina di Filettino, le nostre famiglie, i nostri malati, gli anziani , i giovani ed i bambini che sono il nostro domani migliore, ai quali vogliamo consegnare il testimone della nostra fede. Amen

 

 

AllegatoDimensione
Il Card. Piovanelli in raccoglimento davanti San Bernardino179.08 KB
Il Cardinale con Don Alessandro e Padre Quirino in Sacrestia168.21 KB
Il Cardinale durante l'omelia160.05 KB