La signoria Caetani

Il 14 Settembre 1297 viene firmato l’atto che prevede il controllo della signoria di Trevi da parte di Pietro Caetani, nipote del Papa.
Inizia così una lunga fase nella vita politica di Filettino che dura fino al 1602 e durante la quale si alterneranno periodi di grande stabilità politica a periodi fortemente burrascosi.
I Caetani nel giro di pochi anni (1299 - 1303) effettuano subito una serie di acquisizione immobiliari nel territorio di Filettino.
 
Il resto della popolazione vive delle coltivazioni nei fondi e negli orti, della caccia nei boschi e della pastorizia. Alcuni beni sono regolati come enfiteusi. Dalle Rationes Decimarum sappiamo esserci tre chiese: la parrocchia Santa Maria Assunta, la chiesa di San Nicola e la chiesa di Sant’Antonio Abate.
 
La signoria di Filettino passa da Pietro al figlio Roffredo III (1308) quindi a Iacobello (1335) la cui fine non è molto chiara. Si sa che si scontra con un gruppo di “banderesi” (gruppi armati antinobiliari) chiamati la “Felice Società dei Balestrieri e Pavesati” e sappiamo che, dopo una breve reggenza da parte di Ruggero Busta, nel 1371 rientra a Filettino Niccolò, il figlio di Bello, acclamato da tutto il paese.
 
Due anni dopo Niccolò è ucciso dai fratelli Antonio e Tuzio, i beni vengono confiscati e dopo una serie di richieste di perdono nel 1377 la signoria (e tutti i beni) ritornano in possesso di Antonio Caetani.
Durante il 1430 nasce Martino Filetico, insigne umanista e conosciuto in buona parte della nostra penisola. Dopo tanto viaggiare, Martino muore nel 1490 a Ferentino.
Nel 1433 San Bernardino passa per l’Abruzzo al seguito di Sigismondo di Lussemburgo in Italia per essere incoronato Imperatore del Sacro Romano Impero; cinque anni più tardi San Bernardino ritorna in Abruzzo per la propria missione di predicatore.
Nel 1486 avviene il miracolo di San Bernardino a Filettino e nel 1528 viene redatto il primo documento di cointitolazione tra San Bernardino e San Sebastiano come Patroni.
 
Intanto la popolazione di Filettino di tutto il 1400 rimane dedita alla pastorizia e all’agricoltura. La maggior parte dei pastori durante l’inverno portano i loro capi a pascolare in pianura, in particolare nell’agro romano e nella valle del Sacco, mentre sono pochi i pastori che rimangono stabilmente a Filettino.
I terreni producono soprattutto grano, spelta (una varietà di farro) e canapa e viene incentivata la produzione di more; sempre più di frequente si vedono animali da cortile anche nelle case dei più poveri ed aumenta anche la quantità di pesce consumato dai nostri antenati grazie a sbarramenti realizzati sul corso dell’Aniene. Dopo il 1500 invece, diventa più fiorente a Filettino il commercio di denaro, mentre si hanno notizie certe del diffondersi di partecipazioni dei creditori alle attività dei debitori; con questo sistema si evitano problemi legati alla piaga dell’usura. Al bivio con la Fiumata si costruisce il molino. Nella seconda metà del secolo viene ricostruita la Parrocchia di Santa Maria Assunta così come la vediamo oggi.
 
Nel 1566 inizia la fase di decadimento politico della signoria Caetani a Filettino. Alla morte di Antonio Caetani avvenuta in quell'anno, succede il figlio Cesare, dalla vita burrascosa e dedita al banditismo. Nel 1571 il controllo della Signoria passa nelle mani di Pirro mentre nel 1583 Cesare è condannato a morte. Nel 1590 muore Pirro Caetani e la signoria di Filettino passa al figlio Prospero, uomo piuttosto violento. A cavallo tra Novembre e Dicembre del 1601 viene condannato a morte.

Il 19 Gennaio 1602 Prospero Caetani è decapitato a Castel S. Angelo assistito tutta la notte precedente dalla Confraternita di San Giovanni Decollato: finisce l’era dei Caetani a Filettino.