28.03.2009 - 60 Anni di servizio pastorale di Don Alessandro

Festa. L'unica parola che possa essere detta a proposito di questo evento: e non poteva essere diversamente!
Alle 16.30 la piazza Arcangelo Caraffa, piena di bambini, di paesani, di oriundi, di affezionati turisti e di amici accorsi anche da fuori regione, ha accolto, insieme ad un raggiante don Alessandro, oltre a molte Autorità civili e militari come ampiamente riportato in altri articoli, l'arrivo prima del vescovo diocesano S. Ecc. Luigi Loppa e poi del Card. S. Em. Angelo Comastri.
Due prelati che già in passato e per diverse volte hanno dimostrato grande affetto verso il nostro Parroco e verso la nostra Comunità.
La processione per le vie del paese è quindi arrivata nella Parrocchia Santa Maria Assunta piena come nelle grandi occasioni, dove il Card. Comastri ha presieduto la Messa di ringraziamento. Significativa e per certi versi toccante l'omelia del Cardinale che ha avuto come parola chiave la "fedeltà".
Partendo dalla frase del Salmo 117 in cui si legge: "…la fedeltà del Signore dura per sempre." il Card. Comastri ha quindi posto l'accento sul clima di festa per la longevità e per la fedeltà di un Parroco verso la sua Comunità; clima di festa che solo in parte ricalca la festa Celeste per la fedeltà dell'uomo a quel Dio che si è fatto Egli stesso fedele per Amore fino alla morte di Croce.
L’omelia continuava mettendo in risalto i risultati di quelle vite vissute lontano da questo Amore: oltre a percorrere alcuni episodi di cronaca nera degli ultimi tempi, come l’incendio di un uomo indiano nella stazione di Nettuno da parte di due ragazzi annoiati, il card. Comastri ha letto un brano di uno scrittore ebreo che si interrogava sul motivo per cui si era arrivati alla costruzione di lager e gulag.
Attoniti ne abbiamo preso nota e lo riportiamo come è stato letto dal Cardinale da quel libro:

«Il corpo umano contiene una quantità di grasso sufficiente a produrre sette etti di sapone, abbastanza ferro per produrre un chiodo di media grandezza, una quantità di fosforo sufficiente per allestire duemila capocchie di fiammifero, abbastanza zolfo per liberarsi dalle proprie pulci. Questo è l'uomo.»

Il successivo commento di S. Ecc. Mons. Comastri è stato testualmente il seguente:

“Se questo è l'uomo, nessuna meraviglia che siano capitati i lager ed i gulag. E questo accade quando ci si allontana da Dio smarrendo così il valore della vita umana. E senza Dio, noi, non valiamo più niente. Il nostro valore è di essere creature di Dio e di essere figli di Dio.”

Ecco perché la festa di don Alessandro ha assunto una grande importanza. Perché è una festa di un uomo che, per il solo fatto di essere Sacerdote, parla della presenza di Dio. Per questo le ultime parole dell’omelia sono state proprio parole di gratitudine e di augurio per l’azione pastorale di don Alessandro.
Dopo la Messa, tutto il paese si è ritrovato nella Sala San Bernardino per un semplice ma gioioso brindisi.