SS. Trinità

La relazione del 1726 ricorda l’oratorio della SS. Trinità sulla Via dei Colli Santi. Bartolomeo Sebastiani, che ne aveva il patronato, lo cedette spontaneamente al Vescovo Bassi, il quale in occasione della sacra visita, lo affidò al sacerdote Francesco Arquati. Questi l’ampliò, lo restaurò e lo fornì dei paramenti e delle suppellettili sacre, unendovi un congruo patrimonio per la manutenzione. L’oratorio è a croce greca, coperto da un cupolino dove sono affrescati angeli a sfondo giallo. Essi presentano una rassomiglianza con la pittura posta sull’altare , opera di Girolamo Pesce. Nel 1830 il Vescovo Lais trovò il nostro oratorio in cattive condizioni per cui diede alcune disposizioni per il suo restauro. Due anni dopo il ca. Domenico Lolli, vicario generale di Anagni scriveva al priore di Filettino di aver visto con i suoi occhi, come alcuni “hanno da poco tempo introdotto a ridosso della piccola chiesa urbana della SS. Trinità” un mondezzaio; lo invita a far cessare l’inconveniente.

Nel 1867 il vescovo Pagliari, in occasione della visita pastorale ordina che il tetto sia riparato con tegole. Il 14 agosto 1896, il vescovo Antonio Sardi nella prima visita pastorale a Filettino, scriveva: " “uum sacellum SS. Trinitatis in hoc oppido squalore sit obstitum, eius altare in parte sit dirutum et desit supelex ad sacra facienda, illud interdicendum decernimus”. Un altro importante quadro del pittore Girolamo Pesce è quello dell’oratorio – chiesa della Santissima Trinità in Via G. Marconi (Via del Canalone o dei Colli Santi). Il quadro comprende due scene: in alto la persona di Dio Padre che indica con la mano la persona di Gesù, con in mezzo lo Spirito Santo, sotto forma di colomba appena visibile per la perdita dei colori. In basso si vedono San Francesco d’Assisi a destra e San Nicola di Bari a sinistra; al centro dei due santi sono due putti, uno dei quali regge un pastorale; al centro del quadro appaiono tre angioletti.