San Bernardino

Da non confondersi con la Cona di San Bernardino, questa chiesa si trova in paese, sotto l’attuale sede del Comune.
Alla seconda metà del Quattrocento appartengono gli affreschi della Chiesa di San Bernardino, scoperti nel 1971 e restaurati nello stesso anno a cura della Sovrintendenza alle Gallerie del Lazio.
Essi sono sulle pareti dell’abside e sulla volta. Le pitture sulla parete dirimpetto all’altare sono scomparse: solamente, in alto, ai cantoni si vedono angeli. Quelle della parete destra sono rovinatissime: si vede appena l’estremità della croce, segno che vi era dipinta la Crocifissione.
In migliori condizioni sono arrivati gli affreschi della parete sinistra che, nella parte alta, riportano la Resurrezione del Signore e nella parte bassa la Madonna. Questa con il Bambino, è seduta in trono, circondata dai SS. Pietro e Paolo a destra e a sinistra da due altri santi che portano un libro, quasi sicuramente gli evangelisti Matteo e Luca. Ai lati di Maria, si vedono quattro angeli che sostengono le aste di un baldacchino.
Alcuni studiosi attribuiscono le pitture a Desiderio da Subiaco, autore delle pitture della Cappella di San Sebastiano, unita alla chiesa Madonna del Riposo a Trevi nel Lazio.
Gli affreschi sono anteriori al miracolo fatto da San Bernardino nel 1486 e all’intitolazione della chiesa al suo nome, altrimenti doveva esservi una testimonianza.
Il 25 marzo 1581 il Vescovo De Grassis nella sua relazione ci notizia che la chiesa di San Rocco e Sebastiano, appartenente alla comunità, di forma rettangolare, coperta di scandole poste su tavole, ha sulla porta una immagine. Presso il muro della chiesa è l’ospedale.
Il visitatore dà a questa chiesa anche il titolo di San Rocco, un altro titolo dopo quello di San Sebastiano e di San Bernardino. Nel 1713 fu fondata la confraternita del Suffragio, sotto il titolo del Nome di Maria, che portava le figure della Madonna, di San Carlo Borromeo, di S. Lucia e delle anime purganti. Questo quadro non esiste più. Nel 1746 venne costruita l’attuale sagrestia. Il poeta Eleuterio Arquati ricorda la confraternita del Suffragio, proprietaria del primo altare a sinistra della chiesa di San Bernardino. Lo stesso Arquati ci fa sapere che nella chiesa vi sono quattro altari: il primo ha un paliotto rosso fatto con il mantello del capitano ricordato nell’episodio del 19 maggio 1486; il secondo altare ha il quadro della Vergine Immacolata, dipinto da Gaetano Papini; il terzo è quello della Confraternita del Suffragio e il quarto intitolato a San Pasquale, fu eretto dai Cerrocchi quando il poeta scriveva i suoi versi. Oggi San Bernardino ha quattro altari dei quali due a destra , il primo in onore di San Pasquale di Baylon e il secondo in onore di Maria Immacolata (entrambi in pessime condizioni); a sinistra vi è un solo altare, sede della Confraternita del Suffragio. A destra e a sinistra si aprono due corridoietti che immettono nella sagrestia, la quale tutt’intorno aveva fino all’inizio degli anni ’90 gli stalli per i membri della confraternita. In fondo, di rimpetto alla porta, vi è l’abside rappresentata da una specie di oratorio, nelle cui pareti e nel soffitto vi sono affreschi quattrocenteschi. Sopra la sagrestia c’è un magazzino di proprietà della chiesa. Sopra tutta la chiesa è la residenza del comune, che occupa anche i locali dell’antico ospedale e dell’antica scuola un tempo gestiti dal Rettorato della Chiesa di San Bernardino.