Il miracolo di San Bernardino

Ci troviamo ora nel 1486 ma i noti dissapori tra le famiglie Orsini e Colonna vanno avanti fin dal 1250 circa, ovvero da quando la famiglia Orsini ottiene la signoria di Tagliacozzo.

Saltuariamente bande di soldati attraversano i confini e si fronteggiano in battaglia. Inoltre proprio in quel periodo le vicende politiche tra il re di Napoli, Ferrante, ed il Papa, Innocenzo VIII, peggiorano notevolmente e nel 1485-1486 si giunge ad una vera e propria guerra che termina durante la notte tra il 9 e 10 Agosto 1486.

Il 19 Maggio 1486, vigilia della festa del Santo, un gruppo di soldati al comando di Virgilio Orsini minacciano Filettino; gli abitanti si rivolgono subito a San Bernardino chiedendone l’intercessione per evitare il peggio. Le condizioni meteorologiche cambiano improvvisamente: compare una nuvola scura e carica che inizia a rovesciare pioggia e grandine ove i soldati si trovano accampati, in un luogo che la credenza popolare fissa ove ora sorge la Cona di San Bernardino.

Alcuni di questi iniziano a fuggire atterriti lasciando sguarnite le postazioni. I Filettinesi ne approfittano per piombare addosso ai pochi rimasti ed averne ragione.

I Filettinesi, dopo questo evento, mostrano subito una speciale devozione nei confronti del Santo senza tralasciare la devozione per San Sebastiano, fino a quel momento Patrono di Filettino, e nel 1528 viene emesso il primo documento di cointitolazione di Filettino ai due Santi. Oggi il Patrono di Filettino è solo San Bernardino.

Non è verificato che la grandine fosse di ghiande di ferro e nel testo di Mons. Caraffa se ne parla come di "frutto della fantasia popolare". Tuttavia alcune analisi condotte sulla ghianda donata dalla famiglia Latini/Piacentini alla Parrocchia, mostrerebbero una composizione di vari metalli tali da non identificare una genesi certa di questi oggetti.